There is a supermassive black hole at the center of our galaxy.

Non sono una persona che crede chissà quanto nell’esistenza di momenti catartici, di quei momenti che in un attimo ti fanno ripensare alla tua vita e ti spingono a cambiarla. Forse perché non ne ho mai avuto uno. Devo però ammettere che mi sono imbattuta – non spesso, ma è successo – in quelle che potremmo chiamare “frasi catartiche”, delle citazioni o talvolta dei libri che mi si sono impressi a fondo nella mente, hanno continuato a ronzarmi dentro, riaffiorando di quando in quando.

L’ultima volta che è successo, è stato poco prima dell’estate quando, durante uno dei miei lunghissimi viaggi su internet, mi sono imbattuta in una serie di immagini, corredate da questa didascalia:

The study of astronomy is a practice that engages in a delicate balancing act between hope and truth. Our vision of the universe is a systematic categorization of existence. As inhabitants of our planet, we are all involuntary participants in the organization of the known universe and the exploration of the unknown. One could say that an entire pattern of thinking comes from studying the delicate position of the human being in the universe. Somewhere between fear and romanticism, all rational thought is held and subjected. And the truth, whatever it may be, is conditioned by our relative position and our “rational” thought, which is constantly and consistently subject to romanticism.

Di quale sia l’opera che queste parole accompagnavano parlerò fra poco, prima lasciatemi finire di spiegare perché mi siano rimaste così impresse. Quando le ho lette mi crogiolavo nell’idea di provare ad entrare in un master di Comunicazione Scientifica (spoilers: si, ce l’ho fatta, motivo per cui sto aprendo questo blog) e, nonostante fossi certa che quella poteva essere la mia strada, ero spaventata dalla mia mancanza di preparazione scientifica. Pensavo, insomma, di non essere all’altezza perché non sono una scienziata.

Poi ho letto che “our “rational” thought […] is constantly and consistently subject to romanticism”, mi sono trovata completamente d’accordo, e ho visto in questo una sorta di “giustificazione”. Il romanticismo, il mio approccio non completamente razionale alla scienza, poteva diventare la mia arma segreta e potevo fare appello al senso di sublime, di stupore misto a paura, che provavo ogni volta che mi mettevo a leggere un articolo scientifico (non tutti, devo essere sincera, con la chimica ho qualche problema) per farmi coraggio e trovare la forza per continuare a cercare di capirci qualcosa.  Magari ho equivocato tutto, eh, e questo è solo un bel modo per autoconvincermi di qualcosa, ma così è andata, e per ora sta funzionando.

Ok, fine della pappardella buonista e introspettiva, passiamo ai fatti. La didascalia di cui sopra è stata scritta da Luca Nino Antonucci, un artista di San Francisco, per una serie di cartoline intitolate Second star to the right, che lui stesso descrive come “biglietti di San Valentino”, dichiarazioni d’amore all’universo. Le frasi che accompagnano le immagini sono tutte tratte da report scientifici, ma vengono ricontestualizzate e viene dato loro un risvolto poetico che non può (beh, si, può, ma a me non succede) lasciare indifferenti. Le immagini che le accompagnano vengono trasformate e diventano quasi surreali, perdendo i loro colori e la loro definizione per diventare quasi dei simboli, delle icone in bianco e nero.

Luca Nino Antonucci Receding Front

Luca Nino Antonucci Receding Back Luca Nino Antonucci Color Front Luca Nino Antonucci Color Back

Luca Nino Antonucci Black Hole Front

Nel sito di Antonucci http://itwillbeok.com/ questa non è l’unica opera che trae ispirazione dalla ricerca scientifica: Eternal Sunset unisce l’ immagine di un tramonto su Marte a un campionamento dei colori dell’Hubble Deep Field mentre Remnants rappresenta il collasso gravitazionale di una stella. Su Antonucci non ho trovato molto, ma questa e quest’altra intervista sono piuttosto interessanti:

Q: Ci puoi spiegare il tuo concetto di universo?

A: Come per la maggior parte delle persone, l’universo e gli sviluppi della cosmologia e astrofisica soprattutto degli ultimi dieci anni mi mettono in soggezione. E’ stato questo senso di smarrimento a generare i miei lavori. Il modo in cui ci confrontiamo con immagini scientifiche e l’effetto che hanno su di noi è qualcosa che sto cercando costantemente di conciliare. Cosa succede se togliamo tutte le informazioni dall’immagine? Che cosa ci resta? Il solo romanticismo? Come è possibile che la storia dell’immagine scientifica si adatta alla narrazione storica della fotografia? Dopo tutto, una fotografia della Nebulosa del Granchio o di una Supernova sono rappresentazioni artistiche, non dei dati di fatto estranei al discorso estetico. (traduzione di: http://www.blackchicrabbit.com/)

Non so se queste opere colpiscano la vostra fantasia quanto hanno colpito la mia, ma spero quantomeno di avervi incuriosito. Let me know.

Advertisements

About Sara Madussi

Da molto piccola volevo clonare dinosauri (grazie, “Jurassic Park”) o salvare orche dai parchi marini (grazie, “Free Willy”), poi ho sognato di fare – nell’ordine – l’astronauta, la biologa, l’etologa, la virologa. Mi sono laureata in Lettere. Ora cerco di unire le mie due nature studiando Comunicazione della Scienza alla SISSA, a Trieste, mentre attendo speranzosa che qualcuno, alla fine, decida che clonare un dinosauro è, in fondo, un’ottima idea.
This entry was posted in Astronomia, Ogni tanto parlo di me and tagged , . Bookmark the permalink.

3 Responses to There is a supermassive black hole at the center of our galaxy.

  1. Sim Dawdler says:

    Bellissimo articolo. Mi ha fatto pensare a un post che ho scritto un paio d’anni fa, devo ricordarmi di linkartelo quando avrò finito di restaurare il Blik (me lo ricorderò? Ricordami che devo ricordarmelo).

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s